Sostenibilità in Italia: a che punto siamo? Facciamo chiarezza

Come sta procedendo il piano di sostenibilità in Italia? Qual è l’intervento delle imprese in merito? C’è bisogno di fare un po’ di chiarezza, anche perché il tempo scorre: l’Agenda 2030 dell’ONU, infatti, ha messo in chiaro gli obiettivi di sostenibilità da raggiungere entro tale data. Ma siamo ancora ben lontani dall’essere vicini a raggiungerli.

A che punto è la sostenibilità delle imprese italiane

Per una panoramica più chiara, possiamo prendere come riferimento la ricerca condotta da Dynamo Academy e Sustainability Lab di SDA Bocconi. Lo studio è stato presentato a Milano, e la ricerca ha prodotto dei risultati molto interessanti. Rispetto al passato, le imprese italiane sono molto più attente ad agire nei confronti del pianeta, sostenendo la strategia di sostenibilità. Tra i settori più green troviamo quello dell’healthcare, dei trasporti, dei beni di consumo e dell’industria manifatturiera.

Non solo: la ricerca ha evidenziato che almeno il 37% delle aziende ha scelto di aderire al programma delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di incoraggiare le politiche sostenibili. Un numero che, in ogni caso – si spera – è destinato a crescere. Le imprese si stanno concentrando sempre di più nell’inserire obiettivi sostenibili nel proprio programma, in particolar modo con l’intento di ridurre le emissioni di CO2.

Anche se ci sembra ancora di aver fatto poco, in realtà sono stati compiuti tanti piccoli passi verso un futuro più green. Non solo le aziende, ma anche gli italiani sono sempre più consapevoli di dover fare la “propria parte” di fronte ai cambiamenti climatici e alle esigenze del pianeta. Un pianeta che è a dir poco “stressato” sotto certi aspetti.

La sostenibilità? Un’opportunità di crescita

Nel momento in cui l’Italia ha scelto di prendere parte all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, abbiamo compreso le sfide che ci attendevano? Sotto un certo punto di vista sì. Eravamo preparati a ciò che sarebbe arrivato, alla possibilità di transitare verso un modello economico che si basa fondamentalmente sulla sostenibilità. Ma i sacrifici ci sono, e molti altri devono ancora essere fatti.

Stando al parere degli economisti, però, questa transazione non è solo a sostegno del pianeta. Ma può essere una vera e propria opportunità per l’Italia per superare la situazione di crisi. Quello che arriverà, prima o poi, è un cambiamento epocale, destinato a scrivere la storia.

I primi benefici

Fatta la doverosa promessa, a che punto siamo? Ovvero: sono stati osservati i primi vantaggi e risultati tangibili? In realtà sì. Almeno sotto un certo punto di vista l’Italia sta crescendo e soprattutto sta sostenendo un nuovo modo di coltivare: nel settore dell’agricoltura biologica, per esempio – che è l’obiettivo 2 dell’Agenda – il nostro Paese si contraddistingue in Europa, anche perché il 20% dei terreni agricoli non vengono più coltivati con il metodo tradizionale.

Anche per quanto riguarda l’obiettivo 9, ci sono stati ottimi passi in avanti: l’Italia è indubbiamente un Paese in cui si guarda all’eco-innovazione. Non solo le imprese si sono impegnate per investire in prodotti e tecnologie green, ma anche gli italiani stessi, prediligendo abitazioni sempre più ecosostenibili. In effetti, c’è una maggiore consapevolezza, dettata dai propri consumi e dall’esigenza di sostenere davvero il pianeta.

Ottime notizie dal punto di vista dell’informazione: negli ultimi anni testate giornalistiche e blog si sono dedicati ampiamente ai consigli green e di riciclo, perché la sensibilizzazione è il primo passo effettivo per notare il cambiamento: con un sito dedicato ad ecologia e sostenibilità come ecofriends.it, è possibile approfondire ulteriormente la tematica, per comprendere come pianificare piccole (ma grandi) azioni green. Chiudiamo la lista dei risultati con un’ottima notizia: la percentuale di riciclaggio dei rifiuti del nostro Paese è salita al 48,1%. L’obiettivo da raggiungere nel 2025 è del 55%.

Su cosa siamo indietro?

Dopo aver visto i vantaggi, è bene anche capire su cosa siamo indietro. Rispetto agli obiettivi prefissati nell’Agenda 2030, non possiamo che osservare un aumento della povertà assoluta e relativa nell’ultimo periodo, da associare alla crisi. Anche l’obiettivo 8 è ben lontano dall’essere raggiunto: non siamo ancora al punto di aver incentivato una crescita economica duratura e sostenibile, così come non è ancora inclusiva.

Per quanto concerne l’obiettivo 11, invece, le nostre città non sono considerate abbastanza sostenibili, durature, sicure e inclusive. Non ci sono buone notizie nemmeno per l’obiettivo 14, che tocca la tematica marina: la conservazione e l’utilizzazione dei mari e delle risorse marine non è ancora ottimizzata.

L’importanza della consapevolezza

Abbiamo citato la sensibilizzazione per un motivo: in effetti, la consapevolezza cambia le cose. Cittadini consapevoli dell’inquinamento e della sostenibilità sono più responsabili: spingono per rendere la casa maggiormente sostenibile, per migliorare l’efficientamento energetico.

In tal senso è sempre importante mantenersi aggiornati sulla tematica. È importante seguire le ultime notizie in merito all’inquinamento ambientale, alla sostenibilità, alle iniziative del governo. Teniamo sempre presente che, anche se ci sembra un piccolo gesto, fa davvero la differenza, perché solamente mediante la consapevolezza di quanto inquiniamo possiamo prendere decisioni migliori per il futuro del pianeta. Perché, anche se non ci saremo più un giorno, ci saranno i nostri nipoti, i figli dei nostri nipoti. E meritano un luogo da poter ancora chiamare “casa”.

Written by: scavestrao898