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In Italia non esiste una tradizione di politiche territoriali condotte dallo Stato. Il sistema di pianificazione italiano, normato per la prima volta con la Legge Urbanistica del 1942 è un sistema basato su due tipi di Piano, il Piano Territoriale di coordinamento (Ptc), facoltativo, ed il Piano regolatore generale (Prg), obbligatorio per i Comuni.
La più rilevante modifica alla Legge Urbanistica 1150/42 è stata la cosiddetta "Legge Ponte" del 1967 cui è seguito il Decreto Interministeriale 1444 del 1967 sugli standard urbanistici. Dette modifiche non hanno tuttavia cambiato il sistema di poteri di governo del territorio.
Il quadro, poco articolato e molto gerarchico, comincia a mutare solo dopo il 1970, con l'istituzione delle Regioni.
La riforma regionale non è stata tuttavia subito attuata ed articolata in tutte le sue complesse implicazioni; si può quindi parlare sostanzialmente di diverse fasi del processo di regionalizzazione:
  • 1970-72: ai sensi della legge 281/70 viene attuato un primo trasferimento parziale di funzioni dallo Stato alle Regioni (Dpr 8/1972). Fra queste le funzioni amministrative in materia urbanistica;
  • 1975-77: con la legge 382/75 e con il successivo Dpr 616/77 viene resa realmente operante la riforma istitutiva delle Regioni a Statuto ordinario;
  • 1997-98: (Legge 59/97 e Dlgs/98) si ha l'affermazione del principio di sussidiarietà per tutti i livelli istituzionali ed il conseguente decentramento anche dei poteri regionali verso le autonomie locali.
  • 2001: l'8 novembre 2001 è entrata in vigore la riforma del Titolo V della Costituzione. Con questa Legge viene operata la "costituzionalizzazione" del "decentramento amministrativo a costituzione invariata" avviato nella fase precedente.
    Novità:
    • Ripartizione della Repubblica nei seguenti Enti con pari dignità istituzionale: Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni;
    • Autonomia statutaria di tutti gli Enti sopraccitati
    • Possibilità di concedere alle Regioni a statuto ordinario, attraverso la legge dello Stato, quelle forme e condizioni particolari di autonomia, proprie delle Regioni a statuto speciale
    • Disciplina della distinzione tra potestà legislativa dello Stato e potestà legislativa delle Regioni (ordinarie)
    • Riconoscimento alle Regioni della possibilità di entrare a diretto contatto con altri Stati o enti di altri Stati
    • Autonomia finanziaria non soltanto per le Regioni, ma anche per i Comuni, le Province e le Città Metropolitane
In relazione ai sopradetti mutamenti della forma dello Stato, l'attuale legislazione urbanistica nazionale appare ancor più anacronistica. Le ultime legislature hanno visto il Parlamento impegnato in una serie di indagini conoscitive per la valutazione delle possibili innovazioni da apportare alla legislazione vigente. Nel corso della XIII legislatura si è svolto un ampio dibattito su un testo unificato, basato sul modello proposto dall'INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), senza tuttavia riuscire a trovare una convergenza sulla linea politica della riforma.

Per gli approfondimenti e gli aggiornamenti sul dibattito e le proposte di legge:

http://eddyburg.it/index.php/article/archive/232/


VERSO NUOVI RAPPORTI TRA LO STATO E LE AUTONOMIE TERRITORIALI

Strettamente legata al nuovo disegno istituzionale non ancora completato, vi è l'azione degli organismi e delle agenzie tecniche centrali in direzione di una riformulazione del ruolo del livello nazionale:

Il Di.Co.Ter
L'esercizio delle funzioni e dei compiti di spettanza statale inerenti il governo del territorio e l'urbanistica, la programmazione degli interventi infrastrutturali di interesse nazionale ed il relativo monitoraggio, è esercitato dal Dipartimento per il coordinamento dello sviluppo del territorio, per le politiche del personale e per gli affari generali (Di.Co.Ter.)


......efficaci modelli di governance territoriale multilivello
Il livello locale
  Il ruolo delle province

  L'interpretazione
strategica dei sistemi
locali


  Stato della pianificazione
comunale ordinaria
Il livello nazionale
  Dal modello gerarchico
al territorio plurale
Il livello europeo
  L'agenda territoriale UE


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